BASTA TEOCRAZIA: fuori Dio dallo Stato e dalla Pubblica Istruzione!
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28 settembre 2006

Behemoth - Slaves Shall Serve

Dopo tanto tempo "Demigod" ancora mi stupisce per la sua violenza e la cura dei dettagli nella produzione. I Behemoth sono praticamente l'unica band a cui perdono l'uso sperticato dei trigger. Ci sono pochi modi di suonare death metal con una ferocia che non sfoghi nella cacofonia e che riesca comunque a stare al passo coi tempi. Questo è uno di quei pochi modi.

Nota: il video è piuttosto pesante, quindi consiglio di metterlo in pausa appena partito, così da farlo caricare del tutto e poi gustarselo senza interruzioni dovute a banda insufficiente.

Slaves shall fuckin' serve!

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27 settembre 2006

E sono 33


Trentatré. Non giri, ma anni.
Tanti auguri a me.
Approfitto per ringraziare Hijacker, Kabal, Anton Maria Brandawer 3°, Costy, Tijuana, Admiral Benbow, il Tiger, Cagliostro, Silvia e tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri. Da buon braccino corto faccio prima (e più a buon mercato) così che a rispondervi via sms... ;-)
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25 settembre 2006

Sarò io

Avete mai la sensazione che le cose vi sfuggano di mano?
E non sto parlando di chirurgia maldestra.
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A proposito di Anticristo

Seconda ed ultima volta che dedico un post a David Hasselhoff, prima che il blog si trasformi in una sorta di osservatorio ufficiale di icone TV degli anni '80.
E' che ho trovato una pagina singolare (ovvio, è una. Ok, questa me la potevo risparmiare) in cui si prova scientificamente, ovvero con ragionamenti dialetticamente ineccepibili e tanto di verifiche numerico/cabalistiche, che David Hasselhoff è l'Anticristo.
Se avete due minuti da buttare eccovi il cavalcavia.

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21 settembre 2006

1870-2006: Poca breccia, molto Pia.

Ieri era il 20 settembre. Non se ne è parlato molto, mi pare.
Con l'aria che tira capisco che parlare di Risorgimento suoni anacronistico o, peggio, "immorale". Troppo il disinteresse per quanto di laico ci possa essere alla base dell'Italia. C'è un ritorno di fiamma (purtroppo anche tricolore) di patriottismo beghino, occidentalista e da curva sud. Ma sarebbe bene che proprio quei tanti pecoroni che ora mandano l'inno di Mameli a memoria (tra un "po-poroppo-po-po" e l'altro) se ne leggessero il testo. Perché, se c'è qualcosa da salvare, forse è proprio nelle parole. In uno spirito che ci dovrebbe suonare vicino, che dovrebbe ancora fare "breccia". E non è solo un gioco di parole.
Precisa, sintetica ed illuminante la dissertazione che ha fatto al riguardo Sandro Masini, su Italia Laica.
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20 settembre 2006

Mr. T - Treat Your Mother Right

Ai tempi non ero un fan dell'A-Team. Facevo il puzzone e razionalizzavo: "Non è possibile che gente così non venga mai beccata dalla polizia e riesca sempre a costruire, con due copertoni ed un tubo da architettura, un carro armato in un fienile all'ultimo momento, per poi battere i cattivi, senza che nessuno si ferisca, e farla franca portandosi appresso un demente, un gorilla con la cresta e fetore di sigaro. Che poi non so cosa mi darebbe più fastidio, tra le tre cose. Non è possibile." (faceva più effetto se lo dicevo senza inspirare). Vaglielo a spiegare al Vendetta teenager, ma già in fase "contestazione e razionalismo", che certe cose non hanno un perché. Lo stesso stare di fronte ad un televisore (quando potresti invece pavoneggiarti innanzi ai coetanei forte dei tuoi occhiali, o decidere di comprare pantaloni lunghi abbastanza da arrivare finalmente alle scarpe, o raccogliere due di picche alle feste di classe come fossero carte di Magic) non ha mai avuto un perché. Il "perché" presuppone una scelta. Parola impegnativa quando pensi che quella dei Milli Vanilli sia davvero la loro voce e che quella di Cher sia davvero la sua faccia.

Bah, sto divagando. Rimane la sostanza: il nostro amico Er Kinoppo ha paurosamente ragione... meglio di Hoff c'è solo Mr. T!

P.S.: Mi permetto di aggiungere, a scopo squisitamente didattico, un'immagine del pilota-bagnino più rettangolare di sempre. Come si deduce dalla didascalia, anche in inglese esiste l'espressione "spararsi le pose". E non dite che non vi tornerà mai utile all'estero, maiali che non siete altro.

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19 settembre 2006

David Hasselhoff - Jump In My Car

Me l'ha fatto vedere per la prima volta SonicBlog questa estate. Ed è stato subito amore.

Ha rincarato la dose recentemente Nick Monroe, segnalandomelo su YouTube. E l'amore si è rinnovato...

"Salta in macchina, voglio portarti a casa!"

P.S.: Per la cronaca, si tratta di una cover. L'originale è dei Ted Mulry Gang (1975). Se proprio non potete farne a meno, guardatevi anche il video...

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17 settembre 2006

Cavalier Ratzinger, mi consenta

Un miliardo e trecento milioni di persone ci guardano storto. Ma con la difesa di Pera il "Rottweiler di Dio" non dovrebbe temere nulla. Lui. Noi, che sulla carta risultiamo tutti cattolici solo per osmosi, no.
Lo scontro occidente-oriente continua anche attraverso queste idiozie: una citazione a sproposito, come al solito evitabile (ma troppo attraente è il dileggio dell'altrui credo, e il capo branco abbaia per genoma, non per scelta), come al solito unidirezionale, come al solito triste "all'arme" più o meno volontario.
Poi giù, col tripudio degli opinionisti dal profondo senso di equilibrio. In mancanza possono supplire Feltri, Socci, il fido Pera (che quanto a odio e xenofobia non è secondo a nessuno) ed i mastini dell'Avvenire.
Io ho un déjà vu. Facciamo "paramnesia", visto che per vezzo personale e scorie pallonare cerco di limitare i francesismi.
Io questa cosa l'ho già vissuta:
- Una guerra infinita, verbale in casa e fisica in trasferta.
- Un ritardato reazionario che parla come se fosse unto dal signore e, quando fa/dice una cazzata, "è stato frainteso".
- Un dilagante qualunquismo, che con ignoranza ed ottusità fa allegra comunella. E a passo di gambero tutti assieme si va.
- Una massa popolare che si crede razza superiore (e forse non può pensare altro, nella bolla di sapone mediatica celodurista in cui si è formata, informata, deformata).
- Un'altra massa popolare che non ha il coraggio di arrestare un sopruso reiterato (e, se sopruso è, lo si stronchi sul nascere o lo si combatta a viso aperto).
L'ho vissuta per cinque anni. E' finita ad aprile, e sto ancora festeggiando.
Il Papa tra un po' farà un viaggetto in Turchia. Come diceva il Perozzi in queste occasioni, "Buon viaggio, Signore". Verrà aprile anche per quelli come te.

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W.A.S.P. in Italia a ottobre

Anteprima dal prossimo album degli W.A.S.P. (che si intitolerà "Dominator"): chi vuole può ascoltare il brano "Mercy" in versione live.
Il tour europeo 2006-2007 di Blackie&Co vedrà la band esibirsi dalle nostre parti nelle seguenti date:
20 ottobre 2006 - Live Club (Milano)
21 ottobre 2006 - Vidia Club (Cesena)
22 ottobre 2006 - New Age Club (Treviso)
23 ottobre 2006 - Alpheus (Roma)

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Pare una poesia

I sempre performanti traduttori automatici ed il misterioso mondo del sesso.
"Sei tu esperiente?" (Giacomino Hendrix, chitarraio)
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15 settembre 2006

Ma dai

Pare sia schiattata Oriana Fallaci.
C'è un attico libero a New York, per chi fosse interessato.
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11 settembre 2006

Tankard dal vivo a Prato

SABATO, 30 SETTEMBRE
SIDDHARTA ALTERNATIVE CLUB (Prato)
TANKARD
Confermati IRREVERENCE e EVISCERATE, che apriranno l'esibizione della band.
Non sapendo nulla sul prezzo del biglietto, mi rimetto al buon cuore di Cagliostro, che spesso bazzica questi lidi. Se sai qualcosa batti un colpo.

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10 settembre 2006

Tempus fugit

Mi chiamano in molti "vecchio" per vari motivi, dal serio al faceto, ma non mi sono mai sentito tale. Non più di tanto e soprattutto non musicalmente.
Per la prima volta, dando un'occhiata a quello che ho sentito e comprato in questo 2006 ormai maturo, posso forse cominciare a ricredermi. Nel metal, qui ed ora, sono forse davvero "vecchio". Se l'anno passato molte nuove band mi avevano positivamente sorpreso, le uscite che mi hanno convinto di più a questo giro sono quelle di Voivod, Celtic Frost, Venom e Slayer.
Devo aggiungere altro?
Ah, sì che devo. Per fortuna non ascolto solo metal. E questo mi rende già meno "vecchio" di molte statue di sale con la toppa dei Manilla Road.
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Morto Jon Nödtveidt

"Il 16 Agosto, il cantante e chitarrista dei Dissection, Jon Nödtveidt, è stato trovato morto nel suo appartamento di Hässelby, sobborgo di Stoccolma. Jon aveva 31 anni e si è suicidato sparandosi un colpo di pistola in testa." (www.taxi-driver.it)
Ultimamente ho bazzicato poco riviste musicali (credo che molto presto smetterò, sebbene a malincuore, di comprare Flash) e webzines varie. Per cui solo parlando tra amici di Jesse Pintado, sere fa, è saltato fuori che anche Jon Nödtveidt (cantante dei Dissection) è morto. Personalmente credo fosse poco più di una testa di cazzo omofoba e un tantino disturbata (oltre che un conclamato omicida dal soggiorno in gattabuia persino troppo breve), ma ci ha lasciato, musicalmente parlando, due capolavori. Se infatti il disco del ritorno ha lasciato molti del tutto indifferenti (e ti credo), "The Somberlain" e "Storm Of The Light's Bane" sono degli innegabili fondamentali di metal estremo, tuttora ineguagliati dopo più di dieci anni.

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Religious Royal Rumble

Si accettano scommesse!

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Medio

La scuola è ricominciata e per certi versi già ho riacquisito il mio sano cinismo. Quello che fa da contrappeso al desiderio di tornare studente con l'insano prurito di bocciare chiunque sia più giovane e più anglofono di me (un'ecatombe).
Sono mediamente teso e facilmente irritabile.
Ho partecipato ancora ad un funerale (troppi quest'anno) e continuo a sentirmi, come nelle altre occasioni, a disagio. Con me stesso, prima ancora che con gli altri. Sono anni che vivo in modo molto impersonale, "medio". Niente picchi, né in alto né in basso. E' un atteggiamento di difesa che mi ha aiutato parecchio quando ho avuto io dei problemi, ma in occasioni tristi e decisamente umane emerge la mia pochezza. Essere aridi e ostentatamente distaccati funziona bene finché il centro dell'attenzione (o del problema) sei tu. Quando si tratta degli altri l'unica sensazione è di inadeguatezza. Al dolore come alla felicità altrui.
In una banale metafora musicale direi che mi sono "normalizzato" da solo e talvolta sento la mancanza del fruscio di fondo, dei picchi saturi che fanno friggere le casse.
Se fossimo in un gioco di ruolo direi invece che ho un livello di empatia sotto zero, con un'umanità che fa capolino solo in negativo. Non soffro come e quanto dovrei, allo stesso modo non gioisco. E la considerazione più profonda che riesco a fare è "mi dispiace" da una parte e "mi fa piacere" dall'altra. Come se si trattasse di recensire un disco dei Forbidden, anziché di tragedie e lieti eventi reali.
"In negativo" perché non so definire altrimenti un'umanità che si esprime, almeno nei miei pensieri, come (semplicemente) composta partecipazione o addirittura come quello che io chiamo "confronto all'americana": muore una persona cara ad un tuo amico e tu pensi "sì, mi dispiace, e sarebbe stato meglio se fosse morto qualcuno vicino a me, più dannoso, più ostinatamente ed inutilmente vivo".
Giuro, sono gli unici momenti in cui sento che la razionalità non è tutto. Ma mi spaventano.
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06 settembre 2006

Camp Attack

Titolo: Camp attack (2006)
Autore: Larry Lisca
Casa Editrice: I Sognatori
Prezzo: euro 9,90
"Camp Attack" si è rivelato una lieta sorpresa. Non avendo mai frequentato i campeggi si può dire che fossi ancora più curioso di chi magari è un aficionado di camper e piazzole da una vita. E, come l'autore (Larry Lisca) tiene a precisare nelle battute iniziali, il suo è un compendio di figure umane, di prototipi surreali di campeggiatore, utile sia per chi è avvezzo alla materia che per chi non vi si è mai avvicinato. Parata degli orrori, invero divertente e divertita, o guida alla sopravvivenza, il risultato non cambia: nel suo breve libro Larry cataloga impietosamente, abbozza caricature, decostruisce tipologie umane, umanissime.
Se l'idea di fondo può dopo tutto esaurirsi qui, c'è da dire che lo stile cinico e ritmicamente piacevole rende tale idea fresca e mai banale. Il Villaggio "scrittore" emerge qua e là: confesso che più volte ho avuto il timore (o sfacciato e giustificatodesiderio) di imbattermi nella famosa "giacca penosamente normale" o nel "cappello di una sua zia ricca", leggendo le puntigliose descrizioni dei personaggi di "Camp Attack". Di Fantozziano nel libro c'è forse più di quanto non sembri. Le miserie umane, per brillanti che possano risultare grazie all'occhio (prima ancora che alla penna) di Larry, sono trattate difatti alla stessa maniera. Tra farsesco e grottesco, macchietta e impietoso j'accuse, i "casi umani" emergono vivi, frutto d una mano divertente e divertita.
Acuto, giocoso e mai volgare, il libro vi introdurrà alle piccole grandi nefandezze del tremendo "bambino della sala giochi" (il mio preferito, essendo stato più volte da lui molestato, sebbene in altri contesti), dello "sfigato", del mesto "cestista solitario", dell'odioso "supergiovane", della più o meno patetica "femme fatal" ed altri mostri (magari non eccessivi come quelli di Dino Risi) a noi vicini in ogni momento. Mostri che tuttavia rivelano la loro vera natura, ahimé, proprio durante le vacanze...
Ed io che in campeggio non ci sono mai stato, beh, lo ammetto: ora ci andrei senza timore. Con un fucile a canne mozze o, più plausibilmente, con un block notes.
Potete trovare "Camp Attack" anche nei seguenti campeggi:
RIVA D'UGENTO (Ugento)
SENTINELLA CAMPING (Torre Dell'Orso)

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04 settembre 2006

Spazietto pubblicitario


Sul MySpace del Combo de la Muerte è disponibile ora anche la cover di "South of Heaven" (Slayer).
Si aggiunge così a "Breaking the Law" (Judas Priest) e "Defender" (Manowar), pubblicate di recente sul 7" "La Maldiciòn del Combo".
Buon ascolto.

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Morto Jesse Pintado

Mi accodo in ritardo al cordoglio per la dipartita di Jesse Pintado, chitarrista di Napalm Death e Terrorizer.
Un altro personaggio che ha contribuito a costruire il metal estremo ci ha lasciato il 28 agosto 2006.
Come nel caso di Schuldiner, Piggy e Quorthon: ancora giovane, ancora con molto da dire.
Riposa in pace.

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Tanti auguri Blackie

Oggi è il compleanno di Blackie Lawless.
Chi ha il coraggio di chiedergli quanti anni di preciso?
Io da stasera ricomincio con le lezioni. Quattro classi di quattro materie diverse. Come al solito salterò la cena del lunedì e i pranzi di martedì e giovedì. E passerò i fine settimana a smadonnare sulle lezioni da preparare (alla fine di ogni semestre mi si formatta il cervello).
"Se va bene a me, buona camicia a tutti".

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