BASTA TEOCRAZIA: fuori Dio dallo Stato e dalla Pubblica Istruzione!
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11 novembre 2007

Mosche, cannoni e ordinaria follia

Mah.
L'avrete letto o sentito, che seguiate il calcio o meno. Muore Gabriele Sandri, un tifoso laziale (o presunto tale), raggiunto dal colpo di pistola di un poliziotto (o presunto tale) all'autogrill di Badia al Pino (che effettivamente era tale).

Mirabolante l'escalation di assurdità.
Due gruppetti di tifosi si incontrano all'autogrill durante le rispettive trasferte per seguire le proprie squadre, che nemmeno giocavano contro. Non trovano di meglio che darsele, come sempre accade dentro e fuori dagli stadi. Accorrono quelli della stradale, che riescono nel magico tentativo di ammazzarne uno da trenta metri dopo che la rissa si è conclusa. Ovvero dall'altra parte dell'autostrada. Le dinamiche sono ancora da chiarire, ma si chiariranno nel solito modo: nessuno pagherà. E se per un Raciti (per cui esprimo ancora e comunque tutto il mio cordoglio) si ferma il campionato, per un ultrà/tifoso/diosachi si gioca comunque. Anzi no, si sospende solo Inter-Lazio. Poi forse anche Roma-Cagliari, così, per fare bella figura.
Alla diffusione della notizia, che in sé era legata a una vicenda di ordine pubblico ancora da analizzare e nient'altro, scatta la follia da bestiame ultrà: orde di animali inferociti in svariati stadi inveiscono contro la "polizia assassina", spaccano tutto, fanno sospendere partite, minacciano e ricattano come e meglio di certi guerriglieri sudamericani invero poco inclini al dibattito. E non sono neppure rumeni, pensa tu.

Io non ho in simpatia le divise e ritengo oltraggioso il trattamento di favore con cui vengono continuamente omaggiate da tutti i governi che si rispettino (vedasi il triste epilogo del G8: NON per la tiritera strumentale di Giuliani, ma per lo scandalo del pestaggio alla Diaz). Ciò nonostante mi pare demenziale la sequenza logica dei fatti innescata dai -chiamiamoli- tifosi: due sbirri accorrono per sedare una rissa e invece accoppano un civile, tu tifoso della squadra X senti per vie traverse che il civile/tifoso della squadra Z (che magari avresti massacrato tu stesso in un altro autogrill) è stato ucciso da un poliziotto e dichiari guerra a tutti gli sbirri d'Italia, cercando (già che sei lì) di pestare ogni cameraman nel raggio di un chilometro (sia mai che poi la tua faccia venga inquadrata: cosa racconti poi alla mamma, che ti credeva a spacciare onestamente droga ai giardinetti?).
Ha un senso? Un po' come chiedere se ha senso il calcio in generale. E la sensazione è che la risposta sia no. A meno che i tornelli non vengano impiantati nel cranio dei tifosi anziché ai cancelli degli stadi.

Epilogo? Non serve l'Ansa per immaginarlo. Il campionato continuerà, il poliziotto si dirà dispiaciuto (ma rimarrà al suo posto: chi indossa una divisa non paga, che si chiami signor Rossi o Mario Lozano) e gli animali continueranno a massacrarsi ovunque: negli stadi/colosseo di tutta la penisola o in un orfanotrofio per nani brachicefali, fa lo stesso. Tana libera tutti.
Il motivo è semplice e riconducibile alla caratteristica che accomuna proprio tifoso e poliziotto. La violenza? Fuochino. La stupidità? Fuoco. Pensateci.
Esatto. La divisa.

Godiamoci ora i seriosi approfondimenti televisivi, le lacrime di coccodrillo ed i rimpalli tra "tutti in galera" e "come Rodney King".
Perché il calcio non sarà lo sport più bello del mondo, ma una volta in TV è di sicuro il più italiano.
O presunto tale.

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Aggiornamento delle 21:56
E' evidente, man mano che passa il tempo e vengono finalmente illustrati gli allucinanti dettagli dell'evento, come la tragedia dell'autogrill sia effettivamente il classico caso di insabbiamento mediatico da parte della polizia, ordinato o comunque garantito dal Ministero degli Interni.
Errori marchiani di pubbliche relazioni, tutti commessi in un ordine quasi machiavellico: tacere i fatti,
prendere tempo (hanno avuto ore per gestire la crisi), creare falsi presupposti inventando generiche balle su "scontri tra hooligans" (i poliziotti erano lì per un controllo casuale), distorcere l'accaduto.

Cosa andava fatto? Prendere provvedimenti cautelativi su scala nazionale per poi spiegare l'accaduto e (qui ci sono interi libri sull'argomento) assumersi responsabilità. E cazzo se ce ne sono di responsabilità, quando spari "per aria" (aria molto bassa) per dissuadere gente che bisticcia a più di cinquanta metri da te, col rischio di uccidere chiunque. Infatti lo hai ucciso, "chiunque".
Risultato: ora le bestie che hai scatenato ti si rivoltano contro e hai perso credibilità anche tra chi ti avrebbe difeso.
Principali complici della polizia: i media, amplificatori naturali della "fabbrica del consenso", che non verificano i fatti e riportano fedelmente qualunque fesseria un'autorità voglia veder pubblicata.

Ora siamo in pieno clima da "Guerrieri della notte": si sta assistendo alla costituzione in tempo reale di un "asse degli ultrà"
contro le istituzioni su scala nazionale.
Bravi tutori dell'ordine. Bravi giornalisti.
Tutti allineati, in fila per due.

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4 Comments:

Blogger David said...

Giangio, il calcio è uno sport di merda. In che percentuale i suoi tifosi sono solo dei cazzoni? Rispondimi te. Passa al rugby..alla pallavolo...alle bocce (di ceramica, ciccia o silicone, fai te). Kiss (e KISS),

mccoy

11 novembre, 2007 23:14  
Blogger JonVendetta said...

Beh, il calcio in sé è uno sport come un altro. E' la "massa" che fa schifo, a prescindere da dove la metti. Negli esseri umani (quasi sempre di sesso maschile) la quantità è inversamente proporzionale alla qualità. Ecco perché sogno un mondo desertificato...
Bellissimo, considerazioni acide a parte, il rugby. Spero però che non prenda davvero piede in Italia, onde non incappare nelle solite situazioni.

C'è un'ultima cosa che volevo aggiungere sulla vicenda, prima che mi si faccia notare l'infondatezza di un parallelo tra Raciti e il ventiseienne morto oggi.
E' vero, tecnicamente i due eventi non sono paragonabili, in quanto il primo era un episodio di violenza (chiamiamola) sportiva, mente il secondo un tragico incidente in un contesto completamente avulso. Ma questo lo sappiamo ORA. Chi è che l'ha spacciato per qualcos'altro dall'inizio? Chi è che ha voluto camuffare una propria colpa vergognosa con la solita fuffa qualunquista degli ultrà spaccatutto, peggiorando solo le cose? L'hanno voluta mettere così, ora se la sbrighino da soli e si comportino da bravi soldatini.
Che qualcuno, Amato per primo, tiri fuori gli attributi e faccia pubblica ammenda.
E poi si dimetta, già che c'è.

12 novembre, 2007 01:12  
Blogger Admiral Benbow said...

salotto di casa, divano, tv accesa, playstation on. Non muore nessuno, si allenano i riflessi, ci si diverte pure.

12 novembre, 2007 09:13  
Blogger JonVendetta said...

Poco ma sicuro.
Comunque se davvero scatta l'accusa di omicidio volontario c'è da divertirsi anche lì.
Messo in galera il poliziotto si dovrà poi trovare il modo di castrare chimicamente tutti gli ultrà che domenica hanno dato il meglio di sé...

15 novembre, 2007 20:03  

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