BASTA TEOCRAZIA: fuori Dio dallo Stato e dalla Pubblica Istruzione!
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28 novembre 2006

Trafitti e trafiletti

Finalmente ho trovato il coraggio di vedere il cartone di Rat-Man. E' cominciato 5 minuti fa e sto già scrivendo un post. Non aggiungo altro.
Credevo che dopo la triste notizia della morte di Philippe Noiret e le discutibili parole di Carlo Verdone riguardo alla vicenda Crozza-Papa non ci fosse niente di più desolante da vedere o sentire in TV. Avevo sottovalutato il mio amore per il Ratto, con conseguente ed inevitabile stizza per la versione televisiva dello stesso. Pace.
Per quanto concerne mr. Verdone a qualcuno di voi non sarà sfuggita qualche giorno fa la sua accorata difesa del Pontefice, né l'IPOCRITA presa di posizione contro la satira, che a suo dire dovrebbe avere dei paletti ben precisi.
Al simpatico Carlo (perché anticamente lo è stato) ricorderei volentieri che la satira, proprio in quanto tale, non ha paletti. Il potere è il suo oggetto di scherno, ed è un divertissement che non solo intrattiene e fa pensare il popolino, ma esercita una importante funzione democratica: desacralizza, porta l'alto in basso, il ricco al livello del povero (che così può ridere di lui) e, soprattutto in tempi recenti, arriva addirittura a svolgere compiti dai risvolti giornalistici. Non sarà sfuggito infatti, sempre a quel qualcuno di cui sopra, come sempre più spesso i politici (ed altri potenti di egual risma) gigioneggino a mo' di clown, mentre per approfondire concetti politici e economici devi aspettare che arrivi un comico. Un piccolo ribaltamento di ruoli, direi.
Ma questo a Carletto non lo si può spiegare. Lui viene da una cultura ironica basata sulla macchietta, sullo sbeffeggiamento dell'uomo comune. Pratica dal successo garantito, visto che l'astante/spettatore può riconoscere nelle caricature grottesche tanto se stesso quanto il vicino di pianerottolo o l'amico tontolone. Pratica onesta, per carità. Ma la satira è ben diversa, in modi, tempi e finalità.
In parole povere, caro Carlo, uno che ha fatto i soldi prendendo per il culo ragazzoni maldestri e nevrotici di mezza età si è assunto un compito meno arduo, meno profondo e meno "socialmente" utile di uno che cerca (magari non sempre in modo azzeccato o acuto) di fare altrettanto con figure "alte". Il tuo è un remunerativo quanto sicuro crimine senza vittime, dato che la vittima è l'uomo medio (fatalmente il "signor nessuno"). E lo stile di riconoscere che la "tua" arte non è in NESSUN MODO "migliore" della sua dovresti avercelo. Evidentemente anche tu ti senti così in "alto" da poter sentenziare e decidere chi può dire cosa e su chi.
Triste, triste declino di chi vent'anni fa sapeva far ridere con semplicità ed oggi seriosamente bacchetta un collega per niente altro che bigotta presunzione.
Anche a baciar le pile un po' di stile non guasta mai, Carletto. Stile.
P.S.: Tenendo sempre le dita incrociate affinché il Cavaliere venga colpito da ben più di uno svenimento per abbassamento di pressione, allego un trafiletto di City che oggi mi ha illuminato la giornata. Ma la foto era davvero necessaria o è solo un segno di malcelata autoironia?

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9 Comments:

Blogger Admiral Benbow said...

Verdone si è rincoglionito, questo è poco ma sicuro. Politica e baciapilismo a parte, il fatto è che al tempo delle sue "macchiette" (Bianco Rosso e Verdone, Un Sacco Bello) faceva ridere davvero e non senza una certa graffiante capacità critica dei "tipi sociali".
Poi si è messo in testa che il macchiettismo era troppo riduttivo per un "autore", e che ad ogni nuovo film doveva commuovere, far riflettere, insegnare morali, eccetera. La maledetta paranoia che prima o poi arriva per ogni comico (Banfi, Villaggio, Abatantuono, Benigni).... essere preso sul serio.
Personalmente traevo eventuali morali e riflettevo molto di più con i vari Furio e Mimmo che con i suoi film tutti uguali sulla psicanalizzazione di coppiette farmacomaniache.

Detto questo, la visione del Cavaliere in calo di pressione non mi provoca polluzioni orgiastiche, né trovo particolare gratificazione nell'augurarmi una sua dipartita. Non so se è grave ma mi scatta addirittura umana solidarietà. Che faccio, mi butto nel fiume?!

28 novembre, 2006 22:24  
Anonymous Marco said...

Ciao John, da quanto tempo non passo da queste parti! Tagliente come al solito, vedo. Assolutamente d'accordo con quanto dici di Verdone: se vuoi puoi anche votare il sondaggio sul mio blog che riguarda il rapporto tra satira e papati vari - ma quella di Crozza è satira?

Ps: per il Berlusca beh, dai, un po' di sana pietas virgiliana: è sempre un vecchietto di settanta anni (anche se la sua faccia è più conciata di una pelle di yak)...
Ciauciau

30 novembre, 2006 19:49  
Anonymous Marco said...

Cavolo, non vengo da così tanto tempo che ho pure sbagliato il tuo nome..

30 novembre, 2006 19:50  
Blogger JonVendetta said...

L'umana pietas non la rinnego in generale. Solo nello specifico di
certe persone (vale anche per cose, posti, idee, stili di vita), che sento di "dover" odiare apertamente.
Malsopporto tanto, troppo di ciò che mi circonda, e se tenessi tutto dentro so che mi corroderei.
Fatemi quindi odiare e desiderare (iperbolicamente) la liberatoria morte di chi detesto...

La questione sollevata da Marco, che ringrazio per il ritorno e col quale mi scuso per la mia stessa latitanza dal suo blog (quello sì un posto dove si parla di cose serie!) è interessante. Il termine "satira" è stato infatti tirato in ballo per riallacciarsi al dibattito, più generale, che copre di tutto un po': dalle esternazioni folk di Celentano alle persecuzioni dei vari Luttazzi e Guzzanti, alle famose vignette anti-islamiche di qualche mese fa. Tra politica e religione il termine satira è stato sempre usato (e strumentalizzato da destra e sinistra) per gridare "all'arme" o "libertà di parola". Nel caso di Crozza la sua è più una leggera e francamente innocua macchietta (una parodia disimpegnata) che vera e propria satira. L'oggetto dello sberleffo, il Papa, l'ha fatta classificare abbastanza impropriamente come tale.
Rimane l'interrogativo: qualunque sia il suo nome, si può prendere per i fondelli un'autorità?
La mia risposta, semplice come una torta in faccia, è "sì".
Nessuno è intoccabile, tantomeno un anacronismo vivente che continuerà ad essere rispettato e seguito nonostante le parodie di Crozza.

01 dicembre, 2006 12:30  
Anonymous Niccolò said...

Sollevi una cosa basilare nella tua ultima risposta, Jon: quella di Crozza ok, e' un'imitazione spassosa, ma assolutamente innocua. Come del resto tutta la "satira" che passa per la tv, preparata da autori serissimi e ben attenti a non dare mai reali fastidi a nessuno. Si puo' solo rilevare l'aumentata suscettibilita' delle persone, questo si, per questioni giudicate irrilevanti fino a pochi anni fa. Mamma l'arabi...

01 dicembre, 2006 16:49  
Anonymous marco il lunatico said...

Grazie per i complimenti immeritati! cose serie sul mio blog: ogni tanto...

Ah, visto che si parla di cose serie. In questi giorni ho rinvenuto tra i miei vecchi documenti un divertissement su Silvio che ho pubblicato: "Il Berlusconion di Arcore"... Quando hai un po' di tempo mi piacerebbe un tuo giudizio!

01 dicembre, 2006 17:23  
Anonymous Niccolo' said...

Jon, io domani sono a Firenze! Te ci sei?

02 dicembre, 2006 01:30  
Blogger JonVendetta said...

Sì. Devo lavorare ma mi posso sganciare per un caffè e quattro chiacchiere se ti va. Così approfitto per passarti il promo del Combo.
Dimmi quando passi e vediamo di beccarci (fai via mail così ti rispondo includendo il numero di cellulare).

02 dicembre, 2006 01:38  
Blogger JonVendetta said...

Per Marco:
Vado subito a leggermi il (sicuro) capolavoro su Silvio!

02 dicembre, 2006 01:39  

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