BASTA TEOCRAZIA: fuori Dio dallo Stato e dalla Pubblica Istruzione!
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05 ottobre 2006

Cliff Burton

Scrissi queste cose ai tempi di Hammerblow. Non vennero pubblicate allora, ma mi sono tornate in mente ragionando con degli amici riguardo al mio recente compleanno (stesso giorno della morte di Cliff).

Cliff Burton mi manca. Mi manca quel suono e mi manca la sua attitudine sopra e sotto al palco. In venti anni parecchie cose sono cambiate, e non sempre in meglio. Riposa in pace, Cliff.

CLIFFORD LEE BURTON

Castro Valley (CA), 10/02/1962 - Sweden, 27/09/1986

“Master Of Puppets” Tour, 27 settembre 1986 (tristemente è anche il mio compleanno, NdA). Ore 5:15 del mattino. Un tragico incidente al tour bus dei Metallica uccide il bassista Cliff Burton nel tragitto da Stoccolma a Copenhagen. Causa ufficiale: strada ghiacciata.
Al funerale (celebrato il 7 ottobre), dopo l’aspersione delle sue ceneri fu suonata “Orion” in suo onore; e allo stesso modo mi piace spesso ricordarlo e rituffarmi, come mille altre volte, in quei giorni così diversi: ascoltando la lunga strumentale estratta da “Master”, sua opera fondamentale insieme all’altrettanto intensa “(Anesthesia) Pulling Teeth” (da “Kill ‘Em All”).
E’ una cosa su cui batto sempre: è proprio nella musica che si ritrova il musicista. Ed è così che lo abbiamo conosciuto ed amato. Evitiamo l’ipocrisia dei facili elogi personali. Nessuno di noi lo ha mai conosciuto di persona, e ciò che ha composto e suonato è quella parte di lui che ci ha parlato. La musica ed il modo in cui la proponeva. Quell’approccio quasi Hendrixiano al basso in un contesto apparentemente contrastante: la furia cieca di una band ai tempi davvero estrema: violenta, veloce, rabbiosa. Quel suo tocco stralunato e a volte psichedelico, abbinato ad una conoscenza della teoria musicale decisamente superiore ai tre compagni. Quel basso così fuori moda: solo Lemmy poteva, e può, permettersi di imbracciare un Rickenbacker senza sembrare uscito da un album di ricordi. I pantaloni a zampa d’elefante, le t-shirt dei Misfits e dei Blue Oyster Cult e l’attitudine hippie in un combo che aveva unito la cattiveria dei Venom all’irriverenza punk dei GBH (cos’era “Motorbreath” se non una scheggia metal-punk improponibile fino ad allora nell’educato rifferama heavy, ancora legato alla NWOBHM? Nota: Tendenza condivisa, in misura minore, anche da altre bands dell’area newyorkese e dai suoi prime movers thrash, vedasi primi Overkill ed Anthrax. Tutto questo inconfutabilmente prima delle varie transizioni dal punk/hardcore al metal -T.S.O.L., D.R.I., Suicidal Tendencies e tutta la generazione “crossover”- o viceversa –Slayer-). I capelli lunghi come si portavano negli anni ’70, ostentati tranquillamente nei pacchiani e modaioli anni ’80 delle frange e delle lacche. Era un “outcast” persino nel suo stesso contesto.
Infine, ciò che più può essere rimpianto, il basso profilo. Il non essere una rockstar anche quando i risultati conseguiti potevano darne motivo. Certo, è facile fare due conti oggi vedendo dove sono arrivati gli altri tre (EX) “horsemen”: tra MTV, cofanetti, finte Woodstock, scandaletti, colonne sonore di film per pischelli, disintossicazioni, endorsement di occhiali da sole, ecc. i Metallica sono diventati il perfetto esempio di rock band istituzionalizzata e completamente integrata al sistema.
Troppo, troppo facile fare il paragone con il loro/nostro passato e vedere stridere la genuinità e l’onestà nell’era Cliff con il triste “timbrare il cartellino” negli ultimi quindici anni di carriera. Forse è solo una coincidenza che la ditta Hetfield e Soci abbia detto tutto quello che doveva dire nei primi tre album (quattro a voler essere magnanimi). Forse è un’altra coincidenza che tutte le dichiarazioni (nero su bianco) dell’epoca siano state poi contraddette, dimenticate, calpestate, proprio iniziando dalla scomparsa di Cliff. Chi ha più di venticinque anni si ricorderà dei Metallica che sbandieravano che non avrebbero MAI girato un videoclip, tanto per fare un esempio. Ed iniziarono proprio con la VHS “Cliff ’Em All”, con la scusa che non erano video “commerciali”, ma bootleg girati dai fans, raccolti per commemorare Cliff. Continuarono col video di “One”, che era stavolta sì un video commerciale, ma “artistico” e più lungo di quanto consentissero i tempi televisivi, quindi non votato a far cassetta… Poi arrivarono i mille singoli del black album con relativi clip e la saga dei cofanetti, delle videocassette, delle orchestre e tutte quelle pagliacciate su cui non valeva più neppure la pena di far polemica.
Ripeto, è facile pensare che tutto cambiò proprio dopo quel tragico evento. Ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa (nel caso fosse vero) o una vigliaccata (nel caso non lo fosse). Fatto sta che la storia ci lascia questo. Tre splendidi e fondamentali album, ricordi off stage per chi ha avuto la fortuna di esserci quando quattro sbarbatelli trasfiguravano il metal e oltrepassavano i limiti dell’ascoltabilità di allora, avviando la mostruosa macchina della morte chiamata “thrash” e spingendosi dove nessuno aveva mai osato prima.
Cliff era uno dei quattro ingranaggi di questa macchina. Come spesso accade, il basso non ha un rilievo eccessivo in una band metal. Ma è anche questo che affascina, è questo forse il “profilo basso” cui accennavo (ironia della sorte anche nella ripetizione).
La semplicità, l’efficacia e la personalità sono qualità che non si guadagnano con la fama o la spocchia del carrozzone del momento.
Attaccate lo stereo, sfilate l’ellepì di “Master” dalla sleeve e poggiatelo sul piatto.
Regolate a 33. Penultima traccia del lato B.
Spegnete la luce e pensate un attimo.
Pensate innanzitutto che non abbiamo bisogno di venerare nessuno. Nessuno è Dio sceso in terra. Nessun fighetto con uno strumento in mano dovrebbe meritare di esser considerato tale. E nessuno diventa automaticamente Dio neppure quando ci lascia. Rimane ciò che era.
Quello che era Cliff “Orion” ve lo può spiegare, nella sua semplice e sofferta bellezza. Se avete voglia di sentire.

...There's somebody in that garage that hasn't been discovered that's better than you are.”(Cliff Burton)

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13 Comments:

Blogger Admiral Benbow said...

"Scrissi queste cose ai tempi di Hammerblow. Non vennero pubblicate allora [...]" e chissà perché la cosa non mi stupisce :-)
Dai forum che ho letto, attualmente Catenina è impegnato a magnificare i Pooh, i Queen, Pink Floyd e le Ferrari.....
Per uno che è partito dal black metal, è approdato ad Axel Rudi Pell per poi tollerare solo AOR, non c'è male!

Povero Cliff, grande bassista, gran personaggio. Però ho sempre amato anche Jason, altro bel tipo a mio parere.
Jon, ma se morte di Cliff e nascita del Vendetta si incrociano, non hai mai pensato di darti al basso? Magari lo spirito di Cliff alberga in te!

06 ottobre, 2006 12:36  
Blogger JonVendetta said...

Il 27 settembre è anche il compleanno di Jovanotti, se non erro.
Qualunque valutazione mi sembrerebbe quantomeno azzardata.
Al limite mi sento di dire che Darwin avrebbe fatto meglio a cambiare pusher.

09 ottobre, 2006 23:26  
Blogger makka said...

Corretto.
non trovi tuttavia che i metallica odierni si siano ridotti ben peggio del Jovanotti di inizio carriera (quello di gimme five o la mia moto)?

10 ottobre, 2006 12:10  
Blogger JonVendetta said...

Mi fanno un po' pena entrambi.
Ma, per inciso, non è che il Jovanotti "evoluto" sia meglio, tra un luogo comune su Chiapas ed Hermann Hesse e l'altro...

10 ottobre, 2006 16:37  
Blogger makka said...

ah bhè su questo non ci piove. se ti può consolare dj francesco non si fa più chiamare dj e quello degli articolo 31 canta da solo.

10 ottobre, 2006 17:23  
Blogger makka said...

ah fini fa il moderato

10 ottobre, 2006 17:23  
Blogger JonVendetta said...

La proprietà intransitiva della cacca.
Ci puoi mettere sopra tutto lo zucchero che vuoi, ma non diventerà mai cioccolata.

10 ottobre, 2006 17:32  
Anonymous Criss said...

Bellissimo questo post. Complimenti!

26 ottobre, 2006 11:48  
Blogger JonVendetta said...

Grazie Criss, e benvenuta!
Noto che scrivi su MetalInside...

27 ottobre, 2006 22:30  
Anonymous Sheva said...

Ciao, mi chiamo Andrea,ho 13 anni.
So di essere nato nell'era sbaglaita, ma che ci posso fare...
cmq, ascolto i Metallica da tantissimo tempo e rimpiango il fatto di non essere nato al tempoin cui Metalica, Iron ecc erano in pompa magna. Ora abbiamo i FROCIO hotel...va be non è colpa mia! Comunque, secondo me, la morte del grande Cliff ha sancito anche la morte dei Metallica!!!

22 gennaio, 2008 16:32  
Blogger JonVendetta said...

In fondo sono d'accordo con te (soprattutto sull'equazione "morte di Cliff = morte artistica dei four horsemen"), ma se tu oggi hai i Tokyo Hotel come termine di paragone noi avevamo i Bros e i Duran Duran.
Non so, francamente, chi sta/stava peggio... :-)

24 gennaio, 2008 12:55  
Anonymous Anonimo said...

cavolo mi sono commosso.
il 27 settembre c'era un tramonto da paura e non ci crede mai nessuno quando dico dove ho ascoltato orion quella sera.

07 febbraio, 2008 01:03  
Blogger JonVendetta said...

Ora sono curioso.... dove?

07 febbraio, 2008 01:29  

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